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LA NOSTRA GRANDE PERDITA

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Il 22 febbraio 2021 a Kibumba in Congo c’è stato un attentato a Luca Attanasio, ambasciatore e diplomatico italiano, mentre compiva una missione per il nostro governo. Quest’uomo si stava dirigendo alla sede delle Nazioni Unite del Congo, viaggiando in un convoglio del World Food Program: gli era stato riferito che il viaggio sarebbe stato sicuro e che non avrebbe corso nessun pericolo, quindi poteva percorrere il tragitto senza un contingente. Probabilmente però la fortuna non era dalla sua parte, perché è stato protagonista di un assassinio in cui hanno perso la vita, assieme a lui, l’autista della vettura e il carabiniere Vittorio Iacovacci (unica persona che poteva proteggerlo). Il lavoro di ambasciatore politico, anche se può sembrare privo di rischi, in realtà può portare a gravi pericoli: Luca stava solo rappresentando l’Italia e distribuendo alimenti nelle scuole che avevano aderito al progetto World Food Program.  Il suo motto era “L’educare è questione di cuore”, infatti lui teneva molto all’aiutare gli altri e a dare una mano alle persone più bisognose. Il suo obiettivo di vita era rendere felice il prossimo: gli importava certamente della sua vita, ma ancora di più voleva dimostrare che l’Italia voleva collaborare col Congo nonostante molti credano che sia un Paese insignificante e non degno di avere un ambasciatore. Come possiamo notare in molte immagini era una persona solare e devota alla vita e al lavoro, tutti quelli che lo conoscevano lo chiamavano “ambasciatore nostro”, perché proteggeva tutti senza scrupoli e pregiudizi, ma soprattutto dimostrava il proprio affetto in tutto quello che faceva. Le persone che stavano con lui si sentivano a casa perché aveva un’aura che emanava familiarità e calore ad ognuno. È molto raro trovare persone con queste caratteristiche, persone che tengono a ogni cosa che fanno e che mettono sempre tutto loro stessi in ogni azione ed attività che compiono. Purtroppo date queste qualità e i lavori da loro compiuti, spesso vanno incontro a destini molto funesti e crudeli, cosa che loro di sicuro non si meriterebbero. 

Al giorno d’oggi ci sono molti altri lavori pericolosi, ma che bisogno hanno le persone di rischiare la vita per il prossimo? In particolare Luca Attanasio ha detto: “Non lo faccio solo per aiutare il prossimo, ma anche per dare l’esempio”, quindi possiamo capire che per lui queste erano le due colonne su cui era basata la sua vita. Noi siamo rimaste molto colpite da questa frase da lui pronunciata, perché non pensavamo che un uomo potesse avere coraggio e cuore di mettere il lavoro prima della sua vita. 

L’ambasciatore, il carabiniere e l’autista che li stava trasportando avranno sempre un posto nei cuori e nelle menti di tutti, infatti molte associazioni hanno voluto mantenere vivo il loro ricordo; ad esempio la persone che fanno parte della Caritas li ricordano come “i 3 uomini di pace”. Per noi questo epiteto è perfetto visto che, in particolare Luca Attanasio, era un padre e marito a tempo pieno e nonostante ciò ha trovato il tempo di dedicarsi alla parte più oscura e insidiosa del mondo. Anche altre persone lo stanno ricordando e celebrando, come l’ex parroco Angelo Gornati, ovvero un uomo che è stato per molto tempo un punto di riferimento per Attanasio. Lui stesso ha ammesso: “Era capace di cogliere la positività di ogni situazione e persona”, quindi questo dimostra ancora una volta quanto l’ambasciatore fosse benvoluto da tutta la comunità. Sempre quest’uomo ha affermato: “Ha studiato lingue proprio per la sua passione di ascoltare e interessarsi degli altri. Era un raggio di sole che riscalda con uno sguardo di stima e fiducia”. Di nuovo ci ha mostrato la voglia di imparare dell’ambasciatore e di come voleva trasmettere il suo sapere agli altri, fondando una società basata sull’uguaglianza e sull’ascolto. 

“Luca era un costruttore di ponti, portava una luce che illuminava e riscaldava il cuore”, continua Angelo Gornati. Questo ci fa capire quanto Attanasio tenesse al legame tra Africa e Italia, infatti “costruire ponti” significa unire sia politicamente che con il cuore non solo due Stati ma due culture e popolazioni completamente diverse.

Con questa bellissima frase vogliamo omaggiare il carattere di Luca Attanasio e ricordare a tutti voi lettori di combattere sempre per la pace e i propri ideali, ricordando sempre questo grande uomo che si è sacrificato.

Lucrezia Jennipher Greggio

Cristel Maffezzoni

Gloria Nardi

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Macchina in campagna

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